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IO SONO SOCIO |


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VI PRESENTO IL MIO SITO Dedicato a tutti coloro che provano ancora un pò di emozione davanti al presepe |



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FLASH DI STORIA DEL PRESEPE
I testi sacri di Luca e Matteo, raccontano della nascita di Gesù, dell'annuncio ai pastori, dell'adorazione dei Magi. |
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FLASH STORIA DEL PRESEPE IN PUGLIA
Dopo aver descritto la storia del presepe in generale, ritengo opportuno trattare in breve il presepe della mia regione, la Puglia. Notizie relative al presepe in Puglia risalgono al XV secolo, il primo affresco fu realizzato per la chiesa francescana di S. Caterina in Galatina, ritenuto il più antico presepe di Puglia, di cui sono conservati solo gli elementi relativi alla natività, realizzato dallo scultore Nuzzo Barba. A partire dal XVI secolo la rappresentazione del presepe in Puglia, trova la sua massima affermazione con sculture realizzate in pietra. Tra gli artisti il più noto era Stefano da Putignano, definito il migliore scultore del rinascimento pugliese che realizzò presepi in pietra policroma a Polignano a Mare, Gallipoli, Grottaglie. Altri artisti come Paolo da Cassano, a Cassano Murge e Bitritto, Altobello Persio ad Altamura e Gallipoli, arricchiscono il panorama del secolo, nel corso del quale è Gabriele Riccardi ad inscenare, per la Cattedrale di Lecce, il più raffinato presepe che occupa tutto un altare, dove sono collocati la Cavalcata dei Magi e i Pastori adoranti e sulla mensa la Natività, attribuito un Nei secoli successivi, i presepi erano realizzati con la cartapesta, il più noto scultore tra il XVII e XVIII secolo era Pietro Sorgente, definito il maestro di grandissimi scultori cartapestai dell’ottocento. Accanto agli artisti professionisti, si evidenziarono artisti popolari come i barbieri di Lecce, che imitavano la lavorazione dei cartapestai, realizzando personaggi modellati a mano anche con la creta. Molte opere realizzate in passato, oggi sono quasi introvabili, in quanto nessuno si è preoccupato di conservarle come testimonianza artistica. In quest’ultimo secolo la tradizione del presepe sta rivivendo, attraverso il folklore e l’artigianato locale, con l’opera di artisti che utilizzano la cartapesta nelle loro rappresentazioni per il presepe o per modellare personaggi del luogo. |
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La Tradizione sul Gargano
In passato, durante il periodo dell’Avvento, nel territorio del Gargano, giungevano dall’Abruzzo in piccoli gruppi gli zampognari con il loro caratteristico mantello a ruota. Questi pastori, si fermavano per le strade o vicino le porte delle case, allietando con le loro melodie l’atmosfera in preparazione del S. Natale. Tante, erano le credenze e le superstizioni legate al periodo natalizio nel nostro territorio. |
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NATALE NEL RICORDO (riflessione dell’autore)
Con la memoria ritorno al passato, quando per noi bambini l’avvicinarsi del S. Natale era un momento di forti emozioni. La tradizione era molto sentita, in ogni casa si preparava il presepe che era collocato nell’angolo più particolare della stanza, dove non poteva passare inosservato. I nostri genitori e nonni, nell’avvicinarsi dell’evento, si adoperavano a preparare con entusiasmo i dolci della tradizione locale, per la gioia di noi bambini incuriositi dalle varie fasi di preparazione. Per le strade si sentiva in lontananza, la melodia della ciaramella, con l’arrivo degli zampognari, noi bambini aspettavamo festosi che questi pastori bussassero alle porte delle nostre case, per accogliere quel suono di annuncio natalizio nelle mura domestiche e riempirci di emozione. Oggi, è raro ascoltare queste melodie dal vivo, la tradizione degli zampognari va scomparendo, perdendosi quell’armonia che riempiva col suo messaggio di pace e amore il cuore di tutti. Si avvicinava l’ultimo giorno di scuola, con la campanella che segnava la fine delle lezioni, noi bambini esultavamo con grida di gioia e abbracci augurandoci “buon natale”, con la speranza che anche questa volta il regalo di natale non mancasse, senza troppe pretese e scelte, al contrario dei tempi moderni. Poi, arrivava il 24 dicembre, giorno della vigilia, era consuetudine saltare il pasto principale, per ritrovarsi tutti insieme la sera, vivendo con allegria le golosità che sono tipiche della vigilia di natale. Tutti riuniti giocavano a tombola o altro, in attesa di recarci nelle chiese per rivivere la gioia della solennità, accogliendo festosi la processione del bambinello portato e deposto sull’altare. Terminata la celebrazione con lo scambio degli auguri con parenti e amici, si ritornava stanchi ma ancora entusiasti, infatti, per noi era importante la deposizione del bambinello nel nostro presepe casalingo, evento preparato e atteso da tempo. Il 25 dicembre, il giorno del S. Natale, era destinato a noi bambini, che dovevamo lasciare sotto il piatto dei nostri papà la famosa letterina, preparata con cura a scuola. Le nostre mamme avevano l’accortezza di non togliere il piatto, sino all’ultima portata. Prima di servire il tanto atteso dolce della tradizione natalizia, veniva tolto il piatto, con lo stupore dei presenti e la nostra emozione in attesa della lettura da parte del papà. Al termine, recitavamo la poesia di natale e alla fine l’applauso di tutti i presenti. Questo era il momento più suggestivo del S. Natale che ci vedeva protagonisti nell’evento.
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Ricordando i tempi passati, con nostalgia rivivo i momenti della mia adolescenza, quando già dalla seconda decade del mese di novembre, le strade delle nostre città, si riempivano di armonia, con il suono delle zampogne, noi ragazzi ascoltavamo silenziosi quelle melodie, che ci portavano con il cuore velocemente al Natale. |