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                     PassionePresepe
                                                                                                                 di Giovanni Manzari

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VI PRESENTO IL MIO SITO

Dedicato a tutti coloro che provano ancora un pò di emozione davanti al presepe

 

 IL PRESEPE IN PUGLIA

 

Dopo aver descritto la storia del presepe in generale, ritengo opportuno trattare in breve il presepe della mia regione, la Puglia.

Notizie relative al presepe in Puglia risalgono al XV secolo, il primo affresco fu realizzato per la chiesa francescana di S. Caterina in Galatina, ritenuto il più antico presepe di Puglia, di cui sono conservati solo gli elementi relativi alla natività, realizzato dallo scultore Nuzzo Barba.

A partire dal XVI secolo la rappresentazione del presepe in Puglia, trova la sua massima affermazione con sculture realizzate in pietra.

Tra gli artisti del XVII secolo il più noto fu Stefano da Putignano, definito il migliore scultore del rinascimento pugliese che  realizzò i  presepi in pietra policroma nella cattedrale di Polignano a Mare e Gallipoli, mentre a Grottaglie in provincia di Taranto, nella chiesa della Madonna del Carmine, si può visitare uno dei più antichi e celebri presepi realizzati dallo scultore datato 1530..

Altro scultore Paolo da Cassano, realizzò per il santuario S. Maria degli Angeli a Cassano Murge, un presepe collocato sul fondo della navata laterale, con statue policrome, mentre il Lucano Altobello Persio, realizzò nella cattedrale di Matera il presepe in pietra policroma ubicato in una grotta.

Lo scultore Gabriele Riccardi, scolpl per la cattedrale di Lecce, il più raffinato presepe su pietra e collocato sull’altare di sinistra della navata centrale.

Nei secoli successivi, i presepi furono realizzati con la tecnica della cartapesta, il più noto scultore tra il XVII e XVIII secolo fu Pietro Sorgente, (detto maestro Pietro de Cristi, perché modellava figure sacre ) definito il più grande scultore di cartapesta dell’ottocento.

Alla fine del XVIII secolo, accanto agli artisti professionisti, si evidenziarono artisti popolari come i barbieri di Lecce, che imitavano la lavorazione della cartapesta, realizzando anche personaggi modellati a mano con la creta. Le statuine realizzate venivano poi vendute alla fiera dei pupi e pastori che ancora oggi si svolge a Lecce nella giornata dedicata a S. Lucia.

In quest’ultimo secolo la tradizione del presepe sta rivivendo, attraverso il folklore e l’artigianato locale, con l’opera di artisti che utilizzano la cartapesta nelle loro rappresentazioni per il presepe o per modellare personaggi del luogo.

 

LA TRADIZIONE SUL GARGANO

 

In passato, durante il periodo dell’Avvento, nel territorio del Gargano, giungevano dall’Abruzzo in piccoli gruppi gli zampognari con il loro caratteristico mantello a ruota.

Questi pastori, si fermavano per le strade o vicino le porte delle case, allietando con le loro melodie l’atmosfera in preparazione del S. Natale.
In particolare, gli zampognari che si recavano a Monte S. Angelo, presso la grotta di San Michele, durante la notte di Natale, suonavano la pastorella una commovente melodia, sulle note della pastorale di Bach.
Nelle case di campagna, era consuetudine ogni notte dal Natale fino al giorno dell’Epifania, accendere il fuoco  per allontanare le disgrazie, mentre la cenere prodotta dal ceppo, veniva sparsa nei campi per propiziare un raccolto abbondante

Tante, erano le credenze e le superstizioni legate al periodo natalizio nel nostro territorio.
In ogni famiglia il presepe aveva sempre un angolo riservato nella casa, in tale occasione tutti si riunivano, per rievocare con fede la nascita del Salvatore. (fonte G. Tancredi)

 

NATALE NEL RICORDO

( di G. ManzarI )

 

Con la memoria ritorno al passato, quando per noi bambini l’avvicinarsi del S. Natale era un momento di forti emozioni.

La tradizione era molto sentita, in ogni casa si preparava il presepe che era collocato nell’angolo più particolare della stanza, dove non poteva passare inosservato.

I nostri genitori e nonni, nell’avvicinarsi dell’evento, si adoperavano a preparare con entusiasmo i dolci della tradizione locale, per la gioia di noi bambini incuriositi dalle varie fasi di preparazione.

Per le strade si sentiva in lontananza, la melodia della ciaramella, con l’arrivo degli zampognari, noi bambini aspettavamo festosi che questi pastori bussassero alle porte delle nostre case, per accogliere quel suono di annuncio natalizio nelle mura domestiche e riempirci di emozione.

Oggi, è raro ascoltare queste melodie dal vivo, la tradizione degli zampognari va scomparendo, perdendosi quell’armonia che riempiva col suo messaggio di pace e amore il cuore di tutti.

Si avvicinava l’ultimo giorno di scuola, con la campanella che segnava la fine delle lezioni, noi bambini esultavamo con grida di gioia e abbracci augurandoci “buon natale”, con la speranza che anche questa volta il regalo di natale non mancasse, senza troppe pretese e scelte, al contrario dei tempi moderni.

Il 24 dicembre, giorno della vigilia, era consuetudine saltare il pasto principale, per ritrovarsi tutti insieme la sera, vivendo con allegria le golosità che sono tipiche della vigilia di natale.

Tutti riuniti giocavano a tombola o altro, in attesa di recarci nelle chiese per rivivere la gioia della solennità, accogliendo festosi la processione del bambinello portato e deposto sull’altare.

Terminata la celebrazione con lo scambio degli auguri con parenti e amici, si ritornava stanchi ma ancora entusiasti, infatti, per noi era importante la deposizione del bambinello nel nostro presepe casalingo, evento preparato e atteso da tempo.

Il 25 dicembre, il giorno del S. Natale, era destinato a noi bambini, che dovevamo lasciare sotto il piatto dei nostri papà la famosa letterina, preparata con cura a scuola.

Le nostre mamme avevano l’accortezza di non togliere il piatto, sino all’ultima portata.

Prima di servire il tanto atteso dolce della tradizione natalizia, veniva tolto il piatto, con lo stupore dei presenti e la nostra emozione in attesa della lettura da parte del papà.

Al termine, recitavamo la poesia di natale e alla fine l’applauso di tutti i presenti.

Questo era il momento più suggestivo del S. Natale che ci vedeva protagonisti nell’evento.

Copyright G. Manzari 27-09-2007 "tutti i diritti riservati"